Un monoprint è una delle cose più libere e pittoriche che si possano fare nella grafica d'arte. Mentre una xilografia o un'acquaforte sono pensate per stampare un'edizione di copie identiche, il monoprint è l'opposto: un'immagine unica, una sola stampa irripetibile che è tanto pittura o disegno quanto stampa. Gli artisti lo chiamano spesso «1 di 1». Poiché l'immagine si crea con l'inchiostro su una lastra e si tira una sola volta, non ci sono due monoprint del tutto uguali, e proprio quell'elemento di caso e spontaneità è il punto.
Monoprint e monotipo
Le parole monoprint e monotipo si usano spesso in modo vago, ma c'è una distinzione utile. Un monotipo si fa su una lastra liscia e priva di immagine, un foglio di vetro, metallo o acrilico senza alcuna immagine permanente. L'artista inchiostra o dipinge l'immagine direttamente su quella lastra vuota e la stampa una volta; non resta nulla, così ogni monotipo è davvero unico, anche se dall'inchiostro residuo si può talvolta tirare una debole seconda stampa «fantasma». Un monoprint parte invece da una matrice che ha un elemento ripetibile, una lastra incisa, un blocco intagliato, una mascherina o una texture, che si inchiostra o si colora a mano in modo diverso ogni volta, così ogni stampa è unica pur condividendo un'immagine di fondo. In breve: un monotipo non ha un'immagine fissa da ripetere, mentre un monoprint ne fa variare una.
Come si fa un monoprint
- Stendi con un inchiostro uno strato sottile di rullo su una lastra liscia di vetro, metallo o acrilico.
- Crea l'immagine, disegnando e togliendo l'inchiostro (un approccio sottrattivo, a campo scuro) oppure applicando l'inchiostro direttamente (un approccio additivo, a campo chiaro), o inchiostra una matrice come una lastra incisa o una mascherina e lavoraci dentro.
- Appoggia con delicatezza un foglio di carta sulla lastra.
- Trasferisci l'immagine sfregando il retro della carta a mano con un baren, oppure passandola in un torchio.
- Solleva la carta per scoprire una stampa unica e, se vuoi, tira una debole stampa fantasma prima di reinchiostrare per la successiva.
Una stampa pittorica
Il monoprint è spesso descritto come la forma più pittorica della grafica, un vero ponte tra grafica, pittura e disegno, in sostanza un dipinto stampato. Non ci sono edizioni da far combaciare e poche regole da seguire, perciò premia la sperimentazione: sovrapporre colori, pulire le luci, premere texture e accogliere i felici incidenti. Per chi ama disegnare o dipingere è l'ingresso più immediato alla stampa e un compagno meraviglioso delle matrici intagliate della stampa in rilievo e delle lastre incise della calcografia.
Una breve storia
L'invenzione del monotipo è di solito attribuita al pittore italiano Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, che ne realizzò i primi esempi negli anni 1640. A lungo rimase una curiosità, finché nell'Ottocento Edgar Degas lo abbracciò con straordinaria inventiva, realizzando diverse centinaia di monotipi. Da allora lo hanno usato artisti da Camille Pissarro e Paul Gauguin fino a Henri Matisse, attratti dalla sua libertà e dalla sua superficie pittorica. Puoi leggere di più sugli incisori che plasmarono questi metodi.
Prova il monoprint a casa
Il monoprint è uno dei modi più facili per iniziare a stampare, perché non serve quasi nulla: una superficie liscia da inchiostrare, un po' di inchiostro, un rullo e carta. Stendi una pellicola sottile di inchiostro, disegnaci dentro con un cotton fioc o il manico di un pennello, appoggia la carta sopra e brunisci il retro con un baren: ecco un monotipo. Da lì puoi combinarlo con una matrice di linoleografia per stampe uniche colorate a mano, passare ai torchi da stampa e seguire la nostra guida passo passo per principianti. Il glossario spiega ogni altro termine che incontri.