La litografia è un metodo importante della grafica d'arte, e quello che funziona nel modo più sorprendente. A differenza di una xilografia o di un'acquaforte, non si incide né si taglia nulla nella superficie. La superficie di stampa resta del tutto piatta, perciò la litografia è detta tecnica planografica (piana). Si fonda invece su un semplice fatto chimico: il grasso e l'acqua non si mescolano. Un'immagine disegnata con un materiale grasso trattiene l'inchiostro, mentre le zone vuote umide intorno lo respingono.
Litografia, rilievo e calcografia
Le tre famiglie si distinguono facilmente da dove sta l'inchiostro. Nella stampa in rilievo, come la xilografia o la linoleografia, l'inchiostro sta su una superficie in rilievo. Nella calcografia sta in linee incise sotto la superficie. La litografia è l'eccezione: la superficie non è né in rilievo né incisa, ma perfettamente piatta, e solo la chimica decide quali parti portano l'inchiostro e quali restano vuote. È questo a renderla così adatta a cogliere il senso libero e spontaneo di un disegno.
Come funziona la litografia
L'intera tecnica si regge sulla repulsione tra grasso e acqua. L'artista disegna direttamente su una pietra o lastra liscia con una matita grassa o un inchiostro liquido detto tusche, esattamente come su carta. Un trattamento chimico fissa poi l'immagine grassa e fa sì che le zone vuote attraggano l'acqua.
- Disegna l'immagine su una pietra calcarea piatta o una lastra metallica granita con una matita litografica grassa o con il tusche.
- Tratta la superficie con una miscela di gomma arabica e acido debole, che fissa il disegno grasso e rende le zone nude avide d'acqua.
- Inumidisci la pietra con una spugna e acqua, che aderisce solo alle zone vuote e trattate.
- Passa a rullo inchiostro a olio sulla superficie; aderisce al disegno grasso ed è respinto dalle zone bagnate.
- Appoggia la carta sopra e passala sotto un torchio per trasferire l'immagine, poi inumidisci e inchiostra di nuovo per ogni nuova stampa.
Pietre, lastre e offset
La litografia tradizionale usa lastre di fine calcare bavarese, apprezzato perché trattiene grasso e acqua in modo uniforme. Oggi gli artisti lavorano anche su lastre granite di alluminio o zinco, e immagini fotografiche e digitali possono essere trasferite su lastre fotosensibili. La sua forma moderna più importante è la litografia offset, in cui l'immagine inchiostrata viene trasferita prima su un caucciù e poi sulla carta. L'offset è diventato il modo prevalente di stampare libri, riviste e imballaggi, mentre la litografia su pietra vive come tecnica d'arte.
Una breve storia
La litografia fu inventata da Alois Senefelder in Baviera nel 1796, dapprima come modo economico di stampare spartiti e mappe. Il colore arrivò nel 1837, quando Godefroy Engelmann brevettò la cromolitografia, che stampava una pietra distinta per ogni colore. La tecnica divenne la preferita degli artisti: Honoré Daumier pubblicò pungenti caricature litografiche sui giornali, Odilon Redon la esplorò durante un revival negli anni 1870, e negli anni 1890 i manifesti a colori di Jules Chéret e di Henri de Toulouse-Lautrec trasformarono le strade di Parigi in una galleria. Nel Novecento Pablo Picasso e molti altri realizzarono litografie nei celebri atelier Mourlot di Parigi. Puoi leggere di più sugli incisori che plasmarono questi metodi.
Litografia e stampa in rilievo
La litografia è un mezzo meraviglioso, ma richiede pietre o lastre pesanti, un trattamento chimico e un torchio speciale, perciò si pratica di solito in una bottega di stampa. Da Ritualis Press ci concentriamo sulla sua cugina più pratica, la stampa in rilievo, che richiede pochissima attrezzatura e nessuna chimica. Se vuoi iniziare a stampare a casa, la linoleografia e la xilografia sono le vie più facili. La nostra guida passo passo per principianti ti farà partire, e il glossario spiega ogni nuovo termine che incontri.